Km. 688,7: Il Trail Provvede

A volte succede di desiderare tantissimo qualcosa ma non c’è verso di ottenerla.

A volte desideri che qualcosa accada, anche se sembra impossibile da realizzare.

Bene, qui sul Trail le cose accadono a volte inaspettate e spesso magicamente.

La scorsa settimana è stata caratterizzata da caldo e umidità insopportabili, piccole sorgenti d’acqua lungo il sentiero e un senso di profonda stanchezza dopo un mese di trekking su e giù per le montagne.

Martedì, dopo un pisolino pomeridiano di due ore su un tavolo da picnic in un parcheggio desolato, ho raggiunto il rifugio sulla cima del Roan Mountain ed ero pronto a entrare nel mio sacco a pelo e dormire.

“Forza, in cammino”, dice Cruise Control non appena mi siedo.

Sono le 7 di sera, il sole è quasi tramontato, sono stanco.

Lo guardo perplesso. “Sta scherzando”, penso.

5 chilometri più avanti c‘è un bella collina calva da dove possiamo guardare il tramonto e goderci l’alba al mattino”, continua e capisco che ovviamente non sta scherzando.

“Buona fortuna”, rispondo con quel poco di forza che ho ancora.

Alcuni minuti dopo Dubs e Mac (altri due ragazzi con i quali abbiamo camminato negli ultimi giorni) lo hanno seguito e io mi sono sentito solo. C’erano altre persone al rifugio, ma questi non erano i miei compagni.

“Cazzo!”, penso rabbiosamente mentre osservo il cielo diventare più scuro, “Vi odio ragazzi!”

Mi rimetto lo zaino sulle spalle e inizio a camminare. Per i cinque chilometri più lunghi di tutta la mia vita.

In qualche modo, raggiungo Round Bald e non appena vedo i miei amici, mi lascio cadere a terra come un sacco di patate.

Dando fondo a tutta la mia energia residua riesco a sedermi e guardare davanti a me.

Sono sbalordito.

Il cielo si era trasformato in un caleidoscopio di colori: blu, arancione, giallo e rosso. La montagna sullo sfondo e il sole che svaniva dietro di essa hanno reso l’immagine perfetta.

“Beh, ne è valsa la pena”, mi sono detto.

Il mattino seguente una fantastica alba mi ha convinto che aver percorso quei  chilometri in più è stata la decisione migliore che avessi mai potuto prendere.

L’esperienza è stata ancora più bella dopo aver gustato 36 birre gratuite bevute lungo il fiume quella stessa notte, intorno a un fuoco, circondato da persone meravigliose.

Nei giorni successivi il caldo è tornato a ruggire.

Mercoledì e giovedì abbiamo sudato, tanto. Arrampicarci su Little Hump e Big Hump Mountain sarebbe stato già di suo impegnativo in condizioni “ideali”, ma con il sole infuocato di mezzogiorno sopra le nostre teste e nessuna traccia d’ombra in vista, le scalate si sono trasformate rapidamente in qualcosa di più simile a un improbabile gioco di sopravvivenza .

“Quanto desidero una doccia gelata in questo momento!” grido forte, sperando di raggiungere un qualsiasi Dio del Trail che mi osserva.

Abbiamo continuato a camminare per qualche chilometro e ci siamo trovati davanti un’improvvisa svolta a destra, prima di raggiungere il traguardo delle 400 miglia. Una cascata è apparsa proprio davanti a noi.

Circa 5 chilometri più avanti abbiamo trovato un fiume, poi altre cascatelle.

Doccia gratuita, una nuotata fredda e ancora doccia gratis! Certamente lassù qualcuno mi ama, mi sono detto.

La settimana si è conclusa al Boots Off  Hostel di Hampton, nel Tennessee, in prossimità di un lago.

Abbiamo persino trovato un passaggio per arrivare in città dove ci siamo rimpinzati di cibo cinese prima di entrare in tenda per il meritato riposo.

Spesso capita di non riuscire a ottenere subito ciò che vuoi, è necessario lavorare duramente per avere ciò che più desideri.

Qui sul Trail la regola è quasi sempre questa, con la sola differenza che in un dato momento, improvvisamente, quasi magicamente, il sentiero stesso ti fornisce ciò che desideri, ciò di cui hai bisogno.

Ancora meglio quando non sai esattamente di cosa hai bisogno, ma il Trail lo indovina per te.

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